Da Pirandello a Photoshop; l’evoluzione estetica.

Aggiornamento: 26 gen


"Un personaggio, signore, può sempre chiedere ad un uomo chi è. Perché un personaggio ha veramente una vita sua, segnata di caratteri suoi, per cui è sempre "qualcuno". Mentre un uomo

non dico lei, adesso - un uomo così in genere, può non essere "nessuno".



La corrente di pensiero pirandelliana è sempre stata molto più attuale di quanto non si credesse di già. Ha sempre confermato come la modernità ci stesse plasmando a nostra insaputa.


Come l'uomo attraverso la "maschera" propina una varietà di personalità per la sopravvivenza in circostanze in cui si trova. Un tipico "velo di Maya" che ostruisce la via verso la reale verità alzando una diga tra l'osservazione e il pensiero. In realtà molte persone non sono consapevoli di essere dei personaggi, invece che essere umani. E' più semplice attuare un'alienazione con la

maschera di qualcun'altro che conoscere il profondo di se stessi e farlo emergere.


Anche Shopenhauer parlava del velo di Maya; un velo che permetteva di far credere reali delle semplici illusioni. "Velo", proprio perchè è impercettibile; uno dei peggiori tiranni della menzogna, portatore di sofferenze e cadute psicologiche. Le illusioni sono le cose più facili e automatiche a cui aggrapparsi; sono come una mano tesa nella disperazione. Impossibile non afferrarla.

Più grande è l'abuso della maschera e più sarà grande l'ombra che cade su noi stessi. L'evoluzione della società ha portato ad esternare questo bisogno di mascherarsi alla luce del sole. In alcuni casi, questo concetto è stato adottato interiormente come se fosse una cosa positiva, un gioco. Portando lontana ancora di più la vera personalità dell'uomo.


E in altri casi storpiato e abusato dalla Tecnologia. L'automatismo interiore dei personaggi è diventato secondario. E' stato esternato il bisogno di costruire una "reale" maschera che muta

addirittura l'aspetto esteriore. Perchè non basta più nascondere il nostro "io" e perderlo in un vuoto assoluto, adesso ciò che conta è cosa mettiamo in tavola alla portata di tutti.

Un eccessivo squilibrio di maschere interiori ha portato l'esigenza di trovare una soluzione all'unica cosa che fino ad oggi poteva rimanere invariata; il viso.


L'evoluzione mediatica della menzogna ha preso vita attraverso i nuovi mezzi tecnologici, modificando drasticamente il pensiero della massa. Le pubblicità inculcate su ogni piattaforma e vita terrena, su vasti percorsi di studi sull'estetica, su ogni tipo di impiego lavorativo, l'estetica ha

assunto un ruolo fondamentale sul giudizio di se stessi. Inculcando nelle menti ancora non inquinate e ignare di questo processo distruttivo ad arrivare ad essere incapaci ad assumere una posizione. Tutto ciò viene immortalato da video e foto. L'abuso dell'avanzamento della tecnologia, come Photoshop, contribuisce a sminuire l'essere umano e il suo aspetto fisico, aumentando i limiti e i complessi della mente, un arruffamento di maschere su maschere, sia interiori che esteriori.

La nostra interiorità è un vortice di complessità, credo alcune volte indecifrabile su alcuni punti di vista, ogni persona ha il compito di liberare i fili del proprio nodo da sola.


Il nostro compito è questo, limitandoci ad esternare se stessi attraverso forme d'Arte diverse. I numerosi cassetti della nostra esistenza da esplorare, come rappresentò Dalì nell'opera "Stipo

antropomorfico". Adesso anche la rappresentazione del vero è compromessa.




Ciò che ci hanno tramandato gli Artisti del passato, i rivoluzionari dell’Arte, andrà perduto se non lo preserviamo. Il fascino dell'unicità e la luce della verità che viene fuori dal convenzionale sono tutti concetti da preservare, almeno questi. Almeno questi.

Non si saprà mai se la realtà in cui viviamo sia quella autentica, se i nostri 5 sensi ci ingannino illudendoci che questa sia la realtà. Possiamo affannarci a voler scoprire ardentemente la verità assoluta ma intanto non dobbiamo perdere l'unica cosa che può essere più autentica di tutto: noi stessi. Ciò che la natura e la realtà ci mostra e ci dona dobbiamo lasciarla invariata, così com'è.

La natura è la forza più potente e reale che esista. Tutto ciò che facciamo contro natura, anche

il semplice tagliarsi i capelli o le unghie, non può essere arrestato. Se ricorri ad operazioni o

cambiamenti drastici attraverso mezzi artificiali, prima o poi la natura riemergerà, nel bene o nel male. La natura si ribella, la natura è così e va lasciata così. Ciò che ci dona col passare gli anni, come le rughe e la nostra mutazione fisica, va saputa apprezzare, senza ricorrere a ulteriori maschere e menzogne.


"Lasciami tutte le rughe, non me ne togliere

nemmeno una. C'ho messo una vita a farmele!"


Anna Magnani parlò.

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